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.:LE MIE MELODIE:.
.:MEMORIE PREZIOSE:.
Luis Royo
R.G.
"
My Angel
.:SEGNALA IL TUO SITO :.
.:MEMORIE IMPRESSE:.
.:VIGNETTE:.
.:MELODIES:.
Dream-Ozzy Osborne
Someday-Celtic Woman
If I could fly-Randal Bramblett/Roger Glover
What put the Blood-Pauline Scanlon
Self Portrait-Blackmore's Night
Wish you were hero-Pink Floid
Angie-Rolling Stones
.:Avviso:.
Nella categoria Wicca e paganesino.
potrete trovare canti,preghiere e argomenti con riferimenti
al paganesimo e alla religione Wicca o di altro credo.
Se gli argomenti trattati possono in qualche modo offendervi o turbare la vostra sensibilita' vi pregho di non entrare e proseguire altrove le vostre ricerche, in caso contrario sarete i benvenuti.
Lari
LA LEGGE DEL TRE Ricorda Sempre La Legge Del Tre Tre Volte Le Tue Azioni Torneranno A Te Questa è La Lezione Da Imparare Che Lega Il Ricevere Al Meritare
A volte la realtà supera la fantasia... I sogni possono diventare realtà... ...Io cosa sono?Un sogno Un sogno speciale solo tuo!!! da ora e per sempre!!!
diceva Hemingway, dopo una vita sulla tastiera, “We are all apprentices”, siamo tutti principianti.
Categoria: musica
Una canzone perchè ti voglio bene...
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Bossi perchè non decidi di immigrare...la chiattta te la regalo io
Categoria: società moderna

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Categoria: società moderna
La Dislessia non è un limite invalicabile, non é non deve essere un motivo di vergogna.
La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento di natura neurobiologica caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica.
Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica.
Per saperne di più:
dislessia
Lettura e scrittura sono competenze complesse che coinvolgono abilità cognitive diverse. Capire quali tra queste abilità siano rilevanti per un corretto apprendimento della lingua scritta è importante sia per la pianificazione didattica sia ai fini di un intervento di sostegno per i bambini che incontrano difficoltà. Il volume intende far luce su questi aspetti, esaminando la più recente ricerca sull´argomento e presentandone i risultati in un linguaggio comprensibile anche ai non esperti.
Chi sono le autrici:
Teresa Gloria SCALISI È docente di Psicometria e Analisi dei dati all´Università di Roma "La Sapienza".
Daniela PELAGAGGI È dottoranda in Psicologia e clinica dello sviluppo presso l´Università di Roma "La Sapienza".
Simona FANINI È psicologa e specialista in valutazione psicologica.
Per aquistare il libro :
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intessuta alle 10:45
commenti (1)
Categoria: società moderna
Pensavo che...dovrei sbrigliare la mente e tornare a scrivere, ma cosa scrivere e di chi?
Di Eluana?
di Gaza?
dell' economia disastrata?
del nostro governo " impiastrone " e delle sue idee originali ( non si nota ma "idee originali" è ironico e sarcastico con una aggiunta di amaro).
Gli argomenti non mancano ma sono carente dell'ordine che serve per argomentarli e forse attualmente anche svuotata da un criterio di giudizio, sarà l'effetto del Tao è da mesi che sono ferma alla lezione due :
osserva e non giudicare.
Ma di Eluana una cosa voglio scrivere : "Ciao..."
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intessuta alle 11:53
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Categoria: novelle senza autore
<Che fai Sam con quel vaso?>
<Stavo sistemando gli scaffali,quando ho visto questo vaso ornato da bellissime ragnatele>Sam rise forte <mi chiedevo se poteva essere utilizzato, ma non ha il fondo>puntualizzò Bob
<un vaso senza fondo, e che diamine lo teniamo a fare da cosi tanto tempo?
<è ciò che mi chiedo e non credo di certo che rientri nella lista degli oggetti smarriti, chi mai avrebbe portato qui un vaso di plastica senza fondo supponendo che qualcuno possa averlo smarrito?>
<buongiorno,desidera?> disse ad un cliente Sam riposando il vaso sullo scaffale e vi rimase per il resto della giornata, in serata lo sguardo di Bob cadde sul vaso blu di plastica
<Sam! Ora ricordo, è stato qualche anno fa, un bambino me lo portò dicendo che era un telefono magico e sarebbe tornato a se nessuno avrebbe risposto alla sua telefonata ,che vuoi Sam come si fa a dire no ad un bambino e alle sue bizzarre idee>
<vero > rispose Sam
<ma ora cosa ne facciamo? Non credo che ritorni a riprenderselo, però è carino, per i fiori può andare bene bene>
Sam girò il vaso fra le mani in su in giù e si mise a scherzare portandoselo all'orecchio quando...
< Non ho mai potuto dirti Buon Natale papà > la voce di un bambino era come intrappolata nel vaso ,Sam scostò velocemente il vaso dall'orecchio
< stò invecchiando> mormorò sotto voce e riposò il vaso cercando di non pensarci più ma Sam continuava a fissare il vaso non convinto, tanto da non dormirci la notte.
L'indomani Sam prima di ogni cosa riprese il vaso e se lo portò all'orecchio
< Non ho mai potuto dirti Buon Natale papà, la mamma dice che tu non sei fatto per fare il padre ne il marito, sempre a correre dietro alle donne e passare le sere con gli amici al pub, nella tua vita non c'è spazio per noi, cosi lei è andata via senza dirti nulla, senza dirti che nella tua vita ci sono io, è quasi Natale papà ,vorrei comprati un regalo, scriverti la letterina, ma tu non ci sei, un giorno ho visto fra le cose di mamma la tua fotografia, lei ha negato che tu potevi essere mio padre ma poi ha ceduto ai sensi di colpa è ha ammesso che che tu sei il mio papà, sai qualche giorno fa ti ho visto papà , ma mi è mancato il coraggio di avvicinarmi a te, è quasi Natale e volevo dirti solo auguri papà>.
Il cuore di Sam si strinse dalla tenerezza ma sopratutto i ricordi lo assalirono.Elisa come era dolce e bella, ma lui non era pronto per un amore cosi grande, non era pronto ad attraccare gli ormeggi al porto, lui voleva fare tante cose ma a conti fatti non ne fece poi molte di cose, Elisa senza dire nulla se ne andò via e a lui mancava, era sempre mancata.
Sam ritornò alle faccende di sempre Natale era vicino e chissà se quel bambino aveva smesso di pensare a suo padre oppure ancora desidera di potergli dire Buon Natale papà ora sarà cresciuto e forse avrà dimenticato il vaso blu senza fondo.
<Buongiorno Sam>
<oh Harry, buongiorno, non smette di nevicare>
<si è bello, vero>
> vuoi un tè caldo Harry?>
<grazie Sam>
Bob usci in quell'istante dal retro bottega
>buongiorno ragazzo ,come va?>
<bene Bob, da un pò di tempo ti vedo più allegro>
<si diciamo che ora le cose vanno meglio>
Bob notò Harry osservare il vaso e perbacco ora si ricordava del volto del bambino ,osservando meglio Harry notò la assomiglianza,Harry è un ragazzino di quindici anni, due anni fa entrò in bottega chiedendo se poteva fare qualche commissione per loro e guadagnarsi la paghetta, da allora rimase con loro e spesso si fermava a chiaccherare con Sam tanto che Bob pensò di non essergli poi cosi simpatico visto che con lui scambiava giusto quattro chiacchere.
Harry salutò e usci dalla bottega canticchiando.
<accidenti Sam, non mi vorrei sbagliare, ma sai che Harry potrebbbe essere il bambino che mi portò il vaso?>
Sam rimase un attimo incredulo <ehi Bob ti ricordi che da piccolo Harry passeggiava in su e giù qui davanti? E spesso giocava seduto sul marciapiede difronte la bottega?>
Oh santa misericordia, pensò Sam
<Bob ma sei certo che si tratti di lui?>
<è vero,Sam ora che ci penso a volte restava a lungo a sbirciare dalla vetrina, quando venne in bottega non mi ricordai più di lui e del vaso, anche perchè non lo vidi più per alcuni mesi, era quasi Natale ricordi Sam, quando venne a chiedere se avevamo bisogno di un garzone?>
<Natale...>annuì pensieroso Sam <già Natale>
<cosa c'è Sam perchè sei cosi pensieroso?>
<nulla,Bob,nulla>
Sam prese la palla al balzo appena Harry il giorno dopo entrò in bottega, e gli raccontò che lui e Bob si sono ricordati di lui quando da bambino passava le giornate nei paraggi della bottega, ma non fece parola del vaso
< è vero mi, piaceva questa bottega,con tutti questi oggetti strani>sorrise timidamente Harry
<ehi Harry parlami un pò della tua famiglia?>
a quel punto Harry suppose che se lo avevano riconosciuto Bob si sarò ricordato anche del vaso blu, ma fece finta di nulla nella speranza che lo avessero considerato solo un stupido gioco da bambino
<a casa tutto bene, mia mamma sta bene, mia sorella pure>
<e tuo padre?>
<mmh bene?>
<perchè lo dici con quel tono, cosa c'è e periodo di litigi ?>
< no, Paul è bravo e mi vuole bene>
<Paul? ora i genitori si chiamano per nome, come se riferisse ad amici?>
indagò Sam
con imbarazzo Harry rispose < no, insomma Paul non è mio padre, non il vero...>
Harry raccconto di sè a Sam gurdando di tanto in tanto il vaso blu
< tua mamma come si chiama?>
Harry precipitò nell'imbarazzo, non sapeva cosa rispondere cosa dire, ma certo
nessuno avrà mai creduto al vaso magico,nessuno avrà mai ascoltato il suo messaggio,perchè mentire sul nome di sua madre? <Elisa>
Sam senti muoversi lo stomaco e scrutò a fondo Harry <quante ci sono Elisa al mondo ?Cento, mille , ma perchè non potrebbe essere la sua Elisa?> pensò Sam
Sam prese il vaso blu fra le mani < ti ricordi Harry? Bob dice che lo portasti tu in bottega dicendo che era un telefono magico>
<si, ma funziona solo con il destinatario, gli altri non possono sentire il messaggio>
rispose Harry ridendo per mascherare il nervosismo e cercando di ironizare < da piccoli si crede a cose assurde>
ma Sam era adulto e il messaggio lo aveva udito bene e più di una volta e solo il destinatario poteva udirlo, Sam si appoggio al bancone, una crisi di ansia si stava impadronendo di lui
<tutto bene Sam> si preoccupò Harry
<si ,ragazzo >
< come si chiama il tuo vero padre ?>
Harry avrebbe voluto dire le cose come stavano, ma non poteva perdere Sam e allo stesso modo sentiva di non poterne più fare a meno
<si chiama Sam e lavora in una bottega di oggetti smarriti e usati>
Il viso di Sam si fece bianco più della neve, quanti errori,quanto egoismo, quante paure eppure il destino aveva lavorato per lui e ora suo figlio era li davanti a lui.
Non ci fu molto da dire, ma solo lacrime e un lungo abbraccio
<buon Natale papà>
<buon natale ragazzo mio>
Istintivamente da .:lari:.
intessuta alle 14:04
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Categoria: poesie
Istintivamente da .:lari:.
intessuta alle 20:11
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La Bottega degli oggetti smarriti- Il ferro da stiro a forma di cavallo
Categoria: novelle senza autore
<Ho trovato questo oggetto qui fuori dalla porta, di chi diamine sarà mai un ferro da stiro come questo?>
<Il mondo è pieno di cose bizzarre Sam, cosi come di persone strane, se è importante qualcuno verrà a chiedere se ne abbiamo notizie>Sam posò il ferro da stiro a forma di cavallo in bella vista sullo scaffale a sinistra del bancone in attesa che il propietario venga a riprenderselo.
<Buon signore mi scusi>
Robert detto Bob alzò lo sguardo,una signora anziana bizzarra nell'aspetto sorrideva dall'altra parte del bancone <assomiglia un pò a Mary Poppins> pensò Bob
< Buona sera,desidera?>
< qualcuno ha forse trovato un ferro da stiro a forma di cavallo, come quello là sullo scaffale?>
Bob guardò un pò smarrito Sam e alzò le spalle < no, nessun altro oltre a quello, ma è certa che non sia quello il suo? Non è che di ferro da stiro cosi ce ne siano molti al mondo, forse quello è l'unico>
<oh no buon uomo, ce ne sono altri ma sono solo false imitazioni, io sola ho l'originale, anzi avevo> mormorò in fine la vecchina mostrando una piega di tristezza sulle labbra < questo pomeriggio l'ho smarrito sull'autobus ero in ritardo ad un appuntamento importante, sa come vanno certe cose>
<lo guardi bene ,magari più da vicino potrebbe essere quello lì >insistette Bob
< non è il mio altrimenti mi avrebbe sorriso appena mi avrebbe visto>
Bob guardò Sam perplesso
<tornerò domani,non si sa mai,è un oggetto molto importante, sà un ferro da stiro come quello ha particolari capacità>
Bob incuriosito prese il ferro da stiro e cominciò a scrutarlo attentamente <cosa diavolo potrebbe mai avere di cosi importante un ferro da stiro come questo, un ferro da stiro che sorride,questa poi! Non smetterò mai di sorprendermi>
<ehi Bob! non è poi cosi brutto, forse ha valore antico?>
Bob rimise il cavallo al suo posto, ma per tutta la sera continò a sentirsi osservato.
< a domani Bob, e tu fai il bravo> scherzò Sam rivolgendosi al cavallo da stiro<buona serata Sam>
Bob fini le ultime faccende, fuori iniziò a nevicare, un ombra di malinconia lo assalì , la sua piccola Beht adorava la neve e lui ora dopo la scomparsa di sua moglie si sentiva solo.
Bob rivolse un ultimo sguardo allo strano oggetto a forma di cavallo, fin dei conti avevano qualcosa in comune erano oggetti smarriti che nessuno veniva a reclamare ,Bob lo afferò d'impulso e lo portò a casa con se.
Una pila di panni da stirare< noi uomini, per queste cose siamo pessimi,mia cara Dora> rimuginò tra se Bob.
Di buona lena Bob decise di dedicarsi all'enorme pila di vestiti da stirare, anche perchè l'indomani sarebbe stato costretto a indossare l'ultima camicia rimasta
sul fondo del cassetto.< accindenti, ecco la tecnologia, ora che gli prende> borbottò Bob contro il ferro da stiro nuovo ma poco efficente
<ok fuori uso !>
Bob sedette sul divano fissò il ferro da stiro a forma di cavallo e gli venne un idea < e se funzionasse?>
<accidenti non ha una spina,un filo, nulla,sarà di quelli antichi da scaldare sulla stufa > Bob divertito lo mise sul calorifero,passò una buona mezz'ora e provò a stirare una camicia <funziona , roba da matti!> Bob si ritrovò fra i panni un vestito di Dora <chissà da quanto tempo è abbandonato in fondo alla cesta >pensò <era il suo preferito> Bob non riusci a trattenere le lacrime preso da una enorme tenerezza stirò con cura il vestito di
Dora quando l'abito iniziò a scintillare,Bob aguzzò la vista forse era troppo stanco pensò e si stropicciò gli occhi
<Bob, amore >
Si sentì mancare, questo era davvero troppo, Dora era lì nel suo abito a fiori, splendida come la ricordava
< amore, da troppo tempo sei solo>
<Do...Dora>
Dora allargò le braccia <vieni fatti abbracciare> Bob smarrito,impaurito, si lascio prendere dall'istinto si lasciò abbracciare come un bambino.<Povero amore mio, qui solo e chiuso nel silenzio, passi la tua vita fra la bottega e casa, non lasciare andare il tuo entusiasmo per la
vita,lascia andare il cuore>
<mi mancate da morire, tu e Beht eravate il mio entusiasmo>
<ma noi siamo sempre con te, nel tuo tempo, nei tuoi sorrisi, nelle cose che ami, se smetti di avere entusiasmo ci allontani da te per sempre, noi siamo sempre vicino a te e desideriamo il tuo bene, dovresti ritornare a giocare a carte con gli amici e lasciare spazio nel tuo cuore per una dolce amica che ti accompagni nel corso di questi ultimi anni>
<Dora sei l'unica donna che io abbia mai amato>
< Ti amo anch'io ed è per questo che so quanto sia importante un amore su questa terra e per il tuo cuore, a me non toglierai nulla se quell'amore nascerà
dal nostro ,proseguiremo insieme ciò che un giorno fra noi iniziò, l'amore è perpetuo non ha tempo e vive oltre la vita terrena da amore in amore da cuore in cuore>
< e Beht, dimmi di lei?>
< nel baule c'è una sua maglia,corri a prenderla>
Bob si precipitò a tirare fuori dal baule la maglia della sua bambina
<Bob stirala con amore e cura>
Bob non se lo fece ripetere due volte, la maglia rosa di Beht era uno schintillio di colori
<Papà,papà>
Bob non credeva, non aveva respiro, la bimba gli corse in contro e lo strinse forte
Bob riversò tutte le lacrime, tutto il dolore
<papà,come stai?>
<bene,bambina mia,ora bene>
<papà lo sai che fuori dalla tua bottega tutti i giorni un cagnolino marrone passeggia avanti e indietro e sta tutto il giorno seduto lì davanti?>
<oh Beth credo di non avervi mai fatto caso>
<è tanto solo, non ha nessuno,perchè non lo porti a casa con te?Si chiama
Duffy>
<tu lo conosci?>
<no, ma Duffy mi piace>
<Papà ma non hai ancora fatto l'albero di Natale? Perchè non vai più con Sam a bere una birra prima di tornare a casa? Lo facevi quasi tutte le sere,ricordi papà?La zuppa si raffreddava e mamma divertita brontolava ma poi te la riscaldava sempre anche se diceva che l'avresti mangiata fredda La mamma ha ragione stai tanto solo e mi rattrista>
Bob comprese che chiudendosi alla vita era come se avesse allontanato Dora e Beht , comprese che l'amore che loro provavano per lui le rattristava a vederlo sofferente e solo, capì che il suo amore per loro era infinito e senza tempo e se le amava avrebbe fatto bene a ritrovare il suo entusiasmo per renderle felici e non farle preoccupare.
Erano lì tutti e tre insieme come un tempo
<è bellissimo papà il nostro albero, vero?>
Che grande regalo ho ricevuto questa notte, noi tre insieme a fare l'albero di Natele come un tempo.
<Bob è giunto il momento,noi dobbiamo andare e non temere noi siamo in ogni cosa che vivi e nell'amore che saprai donare>
<ti voglio bene papà, ricordati di Duffy>
Gli abiti di Dora e Beht scitillarono e nella stanza rimase un inteso profumo di rose e viole
Un biglietto svolazzò e cadde a terra
<ricorda di riportare il ferro da stiro in bottega , molte altre persone hanno bisogno della sua magia, il suo calore infonde l'amore per le persone amate e ridona per qualche ora la vita terrena ai loro abiti per potere rivedere i propri cari nel momento del bisogno>
Bob felice,incredulo, si addormentò sul divano, quando all'alba aprì gli occhi pensò di avere sognato tutto, invece l' albero di Natale era lì e sul tavolo il biglietto, era tutto vero.
BoB aprì presto la bottega e riposò al suo posto il ferro da stiro a forma di cavallo.
<Buongiorno Sam!
Sam scrutò per attimo BoB gli sembrava diverso
Bob aprì la porta della bottega
<Ah! Eccoti qui Duffy! Dai entra a scaldarti>
Duffy non se lo fece ripetere e scodinzolando entrò
<e lui chi è?
<Duffy il mio nuovo amico,vero?>
<Buongiorno buon signore>
> Oh buongiorno signora non hanno portato altri ferro da stiro come quello> Bob si voltò verso il cavallo, sorrideva , stava sorridendo davvero il cavallo
<lo so signore quello è il mio ferro da stiro e sono venuta riprenderlo>
<ma lei aveva detto che non era il quello>
<si lo ricordo, ma vede se io non le avessi fatto notare il ferro da stiro e non l'avessi fatto incuriosire lei non avrebbe mai ricevuto il regalo di questa notte, chiuso nel suo dolore che importanza vuole che le avrebbe dato ad un strano ferro da stiro se nemmeno ha mai notato il povero Duffy davanti alla sua bottega ogni giorno?>
Bob abbassò gli occhi, poi ridò il ferro da stiro alla signora con gratitudine.
<buona giornata Bob>
<grazie>
Bob avrebbe voluto fare un mucchio di domande alla strana signora, ma comprese che sarebbe stato meglio non indagare oltre, sapeva quello doveva sapere e andava bene cosi.
<Finalmente ho finito di sistemare il magazzino Bob, per fortuna che è stata una giornata tranquilla>
< Si, quasi quasi chiudo la bottega prima del solito, che ne pensi Sam?>
< buona idea Bob>
<Ehi Sam! Ti và una birra come ai vecchi tempi?>
<Bob, amico mio sapessi da quanto aspettavo di sentirmelo chiedere ancora>
I due amici si abbracciarono,chiusero bottega e andarono a gustarsi la birra nel locale di sempre, Duffy li seguiva scodinzolante, la neve continuava a scendere piano e leggera mentre camminavano a Bob gli sembrò di scorgere nel riflesso di una vetrina Dora e Beht che gli sorridevano felici e lui sapeva che erano veramente loro < ehh se solo Sam sapesse...>pensò Bob allegro come da tempo non si sentiva ora sapeva di non essere solo.
Istintivamente da .:lari:.
intessuta alle 21:32
commenti (2)
Categoria: novelle senza autore
Il paesaggio surreale è immerso nel silenzio totale , cielo e acqua uniti dalla stessa densità di colore, toni tenui e accesi armoniosamente mescolati fra loro opera eccelsa del divino, se osservi meglio non si
vede bene quale sia il cielo e quale l'acqua appare quasi come una palla di vetro con la neve che le puoi girare a testa in giù ma nulla realmente si capovolgerà, nemmeno il piccolo mondo del pesce nella sua boccia di vetro posata sull'acqua come se fosse un mondo all'interno di un altro mondo Il cielo è silenzioso ,l'acqua immobile, l'unico suono udibile è il fruscio delle pinne del pesciolino che curioso nuota intondo cercando di comprendere la magia del mondo fuori dal suo.
Il blu scuro inteso e il rosso-arancione acceso donato dal sole al crepuscolo infonde calore e tepore, un luogo dove sembra che il gelo e il vento abbiamo timore a mostrarsi ,il pesciolo dal canto suo desidera con un balzo uscire dalla sua boccia e correre ad esplorare ogni angolo del mondo quel mondo parallelo al suo.
<Che profumo, che sapore, avrà?>
l'intenso cielo e la beatitudine dell'immobilità attirano il pesciolino sino a provocargli un impulso cosi forte da farlo sbalzare fuori dal suo mondo, diventato ormai per lui troppo piccolo e monotono
<immenso!, è infinito, cosa sono quelle sagome lassù?>esclamò PescioRino
< ma guarda nuotano senza pinne ! >
PescioRino decide di seguirle inizia cosi la sua lunga avventura nel mondo nuovo. infinito e ricco di sorprese ,ma mentre si allontana esitante si volta indietro a guardare la sua casa di vetro, per un attimo
lo assale la malinconia, sente un peso sul cuore , la percepisce sola e vuota ,abbandonata a se stessa , PesceoRino rivolge il suo sguardo lassù verso quei pesci strani che cambiano forma e colore, rigurdando la sua casetta vuota si fa coraggio <dai sù è tempo di andare!>, in cuor suo PescioRino sa che la sua casetta sarà sempre là ad attenderlo il giorno che tornerà e avrà molte cose da raccontare...
Ma vi è un tempo per ogni cosa.
Pesciorino imparò nel suo vagabondare che nulla è più bello che curiosare,conoscere sperimentare, portando sempre nel cuore ciò e chi di più caro al mondo hai e la certezza che che quel luogo che ti accolto,nutrito, coccolato ovunque sei e ovunque andrai, sarà sempre con te.
PescioRino al primo cadere dei fiocchi di neve decide di tornare per Natale dalla sua casetta di vetro, di buona lena nuota verso casa, di tanto in tanto mette la testa fuori dall'acqua che via via gli sembra più fredda <non avrò forse sbagliato strada?> eppure il profumo dell'aria e il sapore dell'acqua gli sembra famigliare.
PescioRino rimane fermo e sbigottito.
Sulla superficie dell'acqua galleggiano numerose boccie di vetro, adornate da luci colorate, legate fra loro da fili colorati con appese stelle dorate e argentate , nelle bocce ci sono altri pesci, mentre altri nuotano
indaffarati fuori dalla loro casa, ci sono tanti pesci piccoli piccoli che gioiosi giocano fra loro, con le lacrime agli occhi cerca fra le tante case di vetro la sua, ma eccola è in un angolo tutto sola ma lunimosa quanto le altre, nuota veloce verso di lei con enorme sorriso, quando PescePollino lo sfiora con una pinna e gli dice <ben venuto straniero>
<oh noo, io non sono straniero, questa è la mia casa, io ero qui prima che voi arrivaste>
PescePollino sorrise e disse < Oh bene allora sei tu il proprietario di questa piccola boccia che stava qui tutta sola, abbiamo pensato che chi vi abitava un giorno sarebbe tornato, ne abbiamo avuto cura e l'abbiamo addobbata per il Natale, allora bentornato a casa>
<grazie> disse PescioRino
Con un salto PescioRino balzò nella sua vecchia casetta nessuno rimprovero per la sua assenza ma un penetrante profumo di zenzero e cannella a dargli il ben tornato ,luminosa la boccia di vetro mostrò la sua gioia , quando si fece sera PescioRino felice cominciò a raccontare agli altri della sue avventure, di quanto sia importante esplorare e fare esperienza ma di quanto confortante e caloroso sia allo stesso modo ritornare a casa e trovare nuovi amici.
Istintivamente da .:lari:.
intessuta alle 15:34
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Categoria: pensieri
Istintivamente da .:lari:.
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Categoria: riflettere
Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciati nel bisogno. la nostra sapienza ci ha reso cinici, l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che macchine, l'uomo ha bisogno di umanità. Più che intelligenza, abbiamo bisogno di dolcezza e bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tuitto andrà perduto.
Charlie Chaplin-
Istintivamente da .:lari:.
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